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Redazione dello Staff DRONET: Dott. Giovanni Serpelloni, Marco Mozzoni, Diana Candio.
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Alcol: influenze culturali sui consumi dei giovani |
02-10-2008 L’uso di alcol tra i giovani è un fenomeno molto diffuso che sembrerebbe fortemente influenzato dal contesto culturale in cui si colloca, piuttosto che da fattori quali l’età o il genere.
Un nuovo studio promosso da International Center for Alcohol Policies (ICAP) USA, ha individuato analogie sorprendenti sui comportamenti d’uso di alcolici da parte di giovani in differenti parti del mondo.
L’indagine ha coinvolto giovani provenienti da sette differenti stati, esaminando le motivazioni, le opinioni, le analogie e le differenze culturali in merito al “bere estremo”. Tra le analogie comuni a tutti i gruppi analizzati è emerso che spesso il primo approccio al consumo di alcolici avviene in famiglia durante particolari ricorrenze, in un contesto piacevole e di socializzazione. L’uso di alcolici è frequente soprattutto in occasioni mondane quali feste o eventi sportivi e nei locali di ritrovo, quali bar o pubs.
Fiona Measham, che ha coordinato l’indagine, afferma che troppi giovani ricercano intenzionalmente l’ubriacatura come una forma di “edonismo calcolato” influenzato da fattori strutturali e culturali legati ai differenti paesi di origine. Per questo motivo i ricercatori propongono una nuova terminologia, “extreme drinking” letteralmente “bere estremo”, per definire il fenomeno del consumo eccessivo di alcol tra i giovani Questa definizione non solo tiene conto della quantità di alcol assunta ma, soprattutto, degli atteggiamenti che sottostanno a comportamenti di consumo eccessivi e sfrenati.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: International Center for Alcohol Policies
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Sigarette light? Effetti neuronali come le sigarette normali |
01-10-2008 Le grandi industrie del tabacco da sempre pubblicizzano le sigarette “light” - con un contenuto inferiore di nicotina rispetto alle sigarette normali - come meno dannose per la salute dei fumatori. In realtà, un recente studio della University of California di Los Angeles dimostrerebbe che la quantità di nicotina che raggiunge il cervello è molto simile a quella delle sigarette normali.
L’indagine, pubblicata su International Journal of Neuropsychopharmacology e coordinata da Arthur Brody e dal suo gruppo di ricerca, ha evidenziato che le sigarette a basso contenuto di nicotina agiscono a livello neuronale come le sigarette normali, impegnando una percentuale significativa di recettori per la nicotina. Le sigarette light contengono 0,6 – 1 milligrammi di nicotina, mentre le sigarette normali ne contengono 1,2 – 1,4 milligrammi. I ricercatori hanno esteso l’analisi anche alle sigarette denicotizzate, con una percentuale minima di nicotina (0,05 mg), attualmente impiegate come possibile supporto nelle terapie per smettere di fumare.
Sono state utilizzate tecniche di neuro–imaging (PET) che hanno permesso di individuare la quantità di recettori per la nicotina impegnati in tre differenti situazioni: non fumo, fumo di sigaretta denicotizzata e fumo di sigaretta light. Le scansioni ottenute hanno permesso di stabilire che livelli bassi di nicotina sono sufficienti per attivare una percentuale ragguardevole di recettori per la nicotina. Infatti, il fumo di sigaretta denicotizzata coinvolge il 26% dei recettori, mentre una sigaretta light ne impegna il 79%.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: International Journal of Neuropsychopharmacology
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NIDA: scoperti 89 geni legati alla dipendenza |
29-09-2008 Dopo la prima sperimentazione di droga, i geni sarebbero responsabili di una maggior influenza sul rischio di sviluppare uno stato di dipendenza. Nell’ultimo decennio i ricercatori sono riusciti ad identificare meticolosamente un certo numero di geni corresponsabili della vulnerabilità alla dipendenza da sostanze psicoattive. Ma recentemente il dottor Gorge Uhl, che collabora con il NIDA nell’ambito del Intramural Research Program (IRP) in Maryland, utilizzando una tecnologia avanzata per l’identificazione dei geni associati alle malattie, ha legato 89 geni all’uso di droghe e alla dipendenza.
Utilizzando studi di associazione genomica (GWAS), i ricercatori sono stati in grado di confrontare migliaia di genomi umani e di stabilire associazioni tra varianti geniche in popolazioni di diversa etnia. I risultati dello studio, commenta Uhl, non sostengono che gli individui che presentano una o più varianti predisponenti siano destinati a sviluppare una dipendenza o ad utilizzare droghe. Lo stato di dipendenza è spiegato da molteplici fattori, differenti geni devono interagire con fattori ambientali per produrre la patologia. Nessun gene, considerato singolarmente, è in grado di provocare la dipendenza, ma l’effetto combinato può spiegarne la vulnerabilità.
I risultati dello studio ampliano notevolmente il contributo attribuito ai geni quali fattori di potenziale influenza d’uso di droga. I ricercatori ora dovranno dedicarsi ad analizzare come ciascuno degli 89 geni potrebbe influenzare la risposta alla droga. I primi risultati indicherebbero che molti dei geni identificati prenderebbero parte ai processi di formazione e trasformazione della memoria.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: NIDA
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Droga: nuovo trend in crescita di sieropositivi HIV |
26-09-2008 L’assunzione di droga per via iniettiva rappresenta una delle principali cause di trasmissione del virus HIV in tutto il mondo. Nell’ultimo decennio è cresciuta la percentuale di consumatori di droga per via iniettiva, al punto che la proporzione di sieropositivi per HIV in alcuni stati supera il 40%*. L’alta prevalenza dell’HIV nelle popolazioni di assuntori per via iniettiva rappresenta una reale sfida di carattere sanitario a livello mondiale.
Alla luce della crescente diffusione del virus HIV per via iniettiva, il dottor Bradley Mathers del National Drug and Alcohol Research Centre, Università di New South Wales, Sydney, Australia, e il suo gruppo di ricerca hanno coordinato un nuovo studio di prossima uscita su Lancet che si propone di quantificare il fenomeno. La rassegna sistematica identifica 148 paesi in cui è diffuso l’uso di droga per via iniettiva, rispetto all’ultima indagine condotta nel 1998 che ne aveva identificati 129; di questi 120 riferiscono la diffusione del virus HIV rispetto ai 103 precedenti. È stato possibile accertare le stime di prevalenza dell’uso di droga per via iniettiva solo in 61 stati, cui corrisponde il 77% della popolazione mondiale di età compresa tra i 15 – 64 anni.
Secondo tali stime 15,9 milioni di persone nel mondo assumerebbero droga per via iniettiva; la maggior concentrazione si è riscontrata in Cina, Stati Uniti e Russia, dove la prevalenza media di sieropositivi per HIV è, rispettivamente, del 12%, del 16% e del 37%. A livello mondiale, circa 3 milioni di persone sarebbero affette da HIV. Tuttavia, gli autori denunciano una penuria di dati soprattutto rispetto al continente africano, dove sussistono reali fattori di rischio per la trasmissione del virus. Inoltre, proseguono, la qualità e la quantità di dati disponibili a proposito è inadeguata augurandosi un maggior impegno nello studio di un fenomeno attuale e in espansione.
*Estonia 72,1%, Argentina 49,7%, Brasile 48%, Kenya 42,9%, Birmania 42,6%, Indonesia 42,5%, Tailandia 42,5%, Ucraina 41,8%, Nepal 41,4%.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: The Lancet
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Alcol e genetica |
24-09-2008 L’alcolismo è una sindrome patologica cronica di enorme impatto sulla salute in termini di mortalità e morbilità e di costi sociali, di cui sono affette 2 milioni di persone nel mondo. La comprensione delle basi genetiche dell’alcolismo rappresenta un passo cruciale per lo sviluppo di strategie di prevenzione e trattamenti terapeutici personalizzati. Per questo motivo è importante identificare i geni che predispongono all’alcolismo, i geni che mitigano le conseguenze dell’assunzione di alcol e la risposta fisiologica ai trattamenti, i meccanismi attraverso i quali i geni influenzano il comportamento e interagiscono con i fattori ambientali.
Lo studio proposto da Ducci e Goldman, del National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism, e pubblicato su Addiction di settembre, affronta una rassegna dei differenti approcci scientifici adottati per lo studio delle basi genetiche dell’alcolismo. I fattori genetici sono responsabili di oltre il 50% della varianza della predisposizione all’alcolismo. I geni responsabili della cosiddetta predisposizione o suscettibilità genetica all’alcolismo agiscono a livello farmacocinetico e farmacodinamico, moderando la trasmissione neuronale del piacere, del controllo comportamentale e della capacità di recupero. Notevoli progressi sono stati compiuti negli ultimi anni impiegando tecniche di neuroimaging che permettono di studiare i meccanismi neuronali alla base delle emozioni, della gratificazione e del craving, oltre che collegare i geni alla trasmissione neuronale da cui derivano i comportamenti. Un altro aspetto fondamentale per la ricerca riguarda la comprensione dell’interazione tra geni e fattori ambientali, oltre che lo studio delle funzioni genomiche e dei meccanismi attraverso i quali le variazioni geniche influenzano le funzioni proteiche.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: Addiction
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Sniffare droga può favorire il contagio da epatite C |
22-09-2008 L’epatite C è una delle patologie più diffuse negli Stati Uniti, causa di processi infiammatori acuti o cronici a carico del fegato. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con sangue infetto (scambiando siringhe o strumenti infetti), anche se una percentuale consistente di infezioni HCV (oltre il 20%) rimane inspiegata, specialmente tra soggetti che non utilizzano droghe iniettive.
Uno studio pubblicato su Clinical Infectious Diseases e coordinato da Sagiv Aaron dello St. Luke's–Roosevelt Institute for Health Sciences della Columbia University ipotizza che l’infezione avvenga per via intranasale condividendo dispositivi contaminati (cannucce, banconote o altri strumenti) impiegati per sniffare cocaina, eroina e altre droghe in polvere. Gli strumenti inseriti nella cavità nasale, deteriorata dall’uso cronico di droga, possono venire a contatto con mucose e sangue infetti, trasmettendo quindi il virus ad un altro utilizzatore che si serve degli stessi dispositivi.
L’indagine ha coinvolto consumatori di droga (assunzione per via intranasale) affetti da epatite C cronica, sottoposti a differenti esami volti a stabilire la presenza del virus nelle cavità nasali. In effetti, i risultati degli esami rivelano un’alta presenza di sangue (74%) e confermano la presenza del virus HCV (13%) nelle secrezioni nasali degli “sniffatori” cronici. Lo studio inoltre dimostra che particelle di sangue e HCV possono essere trasferite sulla superficie degli strumenti utilizzati per sniffare e che il virus sopravvive fino a 16 ore, anche se non è noto il quantitativo minimo necessario per la trasmissione.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: Clinical Infectious Diseases
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Commissione Europea. An EU Drugs Action Plan for 2009 - 2012. |
19-09-2008 “In Europa si contano due milioni di persone con seri problemi di tossicodipendenza: è giunto il momento di sensibilizzare i gruppi vulnerabili, i giovani in particolare, sui rischi legati al consumo di droga" ha affermato il vicepresidente Jacques Barrot, presentando il nuovo piano d’azione in materia di politiche antidroga An EU Drugs Action Plan for 2009-2012. Il piano d'azione dell’Unione Europea in materia di lotta contro la droga prevede misure di ampio respiro intese a potenziare la cooperazione europea in materia di lotta alla narcocriminalità e ridurre le ripercussioni del consumo di stupefacenti. La Commissione intende promuovere un'alleanza europea tra enti governativi, servizi pubblici e organizzazioni di volontariato per intensificare la lotta al consumo di stupefacenti e ridurre i danni sociali causati dal fenomeno. La nuova programmazione prende le mosse a partire dalla valutazione della Commissione europea sul documento precedente (2005-2008), con il sostegno degli Stati membri, dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), di Europol e delle ONG europee. Cinque le priorità: ridurre la domanda di stupefacenti e sensibilizzare l'opinione pubblica, mobilitare i cittadini europei, ridurre la domanda di stupefacenti, migliorare la cooperazione internazionale, facilitare una maggiore comprensione del fenomeno droga. Tra i risultati raggiunti negli scorsi anni si rileva una riduzione dei decessi per droga e una minore diffusione dell'HIV per assunzione endovenosa. Nell'insieme, gli Stati membri hanno approntato una vasta gamma di azioni per contrastare il fenomeno, soprattutto in materia di prevenzione, trattamento, riduzione del danno e riabilitazione, nonché provvedimenti intesi a contrastare reati quali il narcotraffico e il riciclaggio di denaro sporco. Il piano d'azione dell'UE in materia di lotta contro la droga 2009 - 2012 sarà presentato al Consiglio e dovrebbe essere adottato entro fine anno. Staff Dronet
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CATEGORIA: Europee TIPO: Notizia/informazione FONTE: Commissione Europea
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Media e tabacco: incentivo o deterrente all’uso? |
17-09-2008 Negli Stati Uniti nel 2005 il numero di adolescenti americani di 12 – 17 anni che hanno fumato nell’ultimo mese è pari a 2,7 milioni e 438.000 sono le persone morte prematuramente per malattie causate dal tabacco o dal fumo passivo. Nello stesso anno, l’industria del tabacco ha speso 13,5 miliardi di dollari in pubblicità e promozione dei propri prodotti, una media giornaliera di 37 milioni di dollari. Tuttavia, numerosi studi dimostrano l’efficacia delle campagne di prevenzione promosse dai media per ridurre l’uso di tabacco.
Il National Cancer Institute (NCI) ha realizzato in proposito una nuova monografia sul “Ruolo dei media nel promuovere e ridurre l’uso di tabacco”. La monografia si propone di analizzare alcuni dei maggiori trend che hanno caratterizzato l’ultimo secolo: la crescita dei mass media, l’aumento del consumo di sigarette quale fenomeno sociale, il ruolo svolto dalla ricerca per capire e ridurre i danni causati dal tabacco. Una rassegna critica ed esauriente delle correnti evidenze scientifiche sul ruolo svolto dai media nell’incoraggiare o sfavorire l’uso di tabacco, che esamina il fenomeno avvalendosi di contributi multidisciplinari.
La relazione tra mass media e uso di tabacco è analizzata in una prospettiva multidimensionale, spaziando dalla pubblicità orientata al consumatore, sino al marketing finalizzato alla divulgazione di notizie e indirizzato ai politici. La comunicazione mediatica gioca un ruolo chiave nell’influenzare l’atteggiamento nei confronti del tabacco, e gli studi dimostrano che l’esposizione a messaggi pubblicitari condiziona sia l’uso che la prevenzione dell’uso. Le principali conclusioni evidenziano relazioni causali tra pubblicità e aumento dell’uso di tabacco nella popolazione generale e tra esposizione a film con scene in cui si fuma e inizio d’uso nei giovani.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: National Cancer Institute
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Abuso di antidolorifici e dipendenza da oppiacei, possibile legame |
15-09-2008 L’uso di analgesici oppiodi (oxycodone) per scopi non terapeutici rappresenta un fenomeno piuttosto diffuso e in crescita negli Stati Uniti, in particolare tra adolescenti e giovani: il NIDA rivela che circa il 10% degli studenti delle scuole superiori riferisce un uso improprio di questi antidolorifici. Tuttavia l’uso di analgesici oppiodi per scopi non terapeutici è stato associato, in alcune persone, allo sviluppo di una dipendenza da oppiacei.
Un nuovo studio coordinato da Mary J. Kreek a capo del Laboratorio di Neurobiologia delle farmaco-tossicodipendenze di New York, e pubblicato su Neuropsychopharmacology, ha esaminato i cambiamenti comportamentali e neurobiologici indotti dall’uso improprio di questi farmaci negli adolescenti. Gli esperimenti sono stati condotti su topi da laboratorio, confrontando le alterazioni dei livelli di dopamina nello striato di topi giovani e adulti, in un modello di auto-somministrazione dell’oxycodone.
Il minor numero di auto-somministrazioni da parte dei topi più giovani e l’accresciuto livello di dopamina nello striato in risposta a successive somministrazioni del farmaco con dosaggi minori, dimostrerebbero una diversa sensibilità dei topi giovani agli effetti neurobiologici e di rinforzo dell’oxycodone. I risultati dello studio dimostrerebbero che questi farmaci inducono effetti differenti negli adulti e nei giovani, esponendo quest’ultimi a cambiamenti neurobiologici che, sensibilizzando il cervello agli effetti gratificanti del farmaco, potenzialmente li predispongono alla dipendenza da sostanze oppiacee.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: Neuropsychopharmacology
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Società civile e contrasto alla droga in Unione Europea, Libro Verde |
12-09-2008 L’impatto a livello mondiale della produzione e del consumo di sostanze illecite è uno dei fenomeni più preoccupanti che i governi devono affrontare oggi, con rilevanti conseguenze in termini di malattia, crimine, corruzione, instabilità politica e sociale. Gli Stati membri dell’Unione Europea sono sempre più consapevoli della necessità di una maggiore collaborazione e cooperazione sulle politiche antidroga, al fine di garantire ai propri cittadini livelli elevati di sicurezza e salute pubblica, senza i quali verrebbe meno il fondamento stesso dell’Unione Europea: la società civile europea.
L’obbiettivo del Libro Verde, a cura della Commissione Europea, è quello di esplorare le possibilità di coinvolgere nei processi politici, a livello comunitario, coloro che sono direttamente interessati dal fenomeno delle droghe, così come previsto dal Piano d’azione in materia di lotta contro la droga 2005-2008 e dichiarato nell’Iniziativa europea di trasparenza.
Nell’ambito dell’implementazione del piano d’azione si è tenuta una consultazione informale, a conclusione della quale la Commissione si è impegnata a strutturare un dialogo permanente con la società civile per garantire lo scambio di opinioni, esperienze e migliori pratiche tra i vari attori e consentire a questi ultimi di fornire contributi e feedback in merito alle iniziative comunitarie in materia di droga.
Il presente documento rappresenta un primo tentativo della Commissione Europea di strutturare la cooperazione con le organizzazioni della società civile in materia di politiche antidroga, proponendo due differenti opzioni di organizzazione del dialogo: un forum della società civile sulla droga e un collegamento tematico delle reti esistenti.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Europee TIPO: Notizia/informazione FONTE: Commissione Europea
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Droghe sintetiche: nuovi trend di consumo |
10-09-2008 Le droghe sintetiche quali ecstasy, amfetamine e metamfetamine sono sempre più popolari soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I maggiori consumatori di metamfetamine provengono dai paesi del sud-est asiatico e rappresentano in prevalenza le fasce della popolazione giovanile.
I nuovi trend di consumo delle droghe sintetiche sono presentati nel nuovo rapporto “Global Amphetamine-Type Stimulants Assessment Report” 2008 a cura dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine.
Il traffico illecito di stimolanti di tipo amfetaminico (ATS) ha una portata di 65 miliardi di dollari. Anche se tendenzialmente le droghe sintetiche sono consumate nel paese di produzione, sono stati intercettati crescenti traffici illeciti. In Medio Oriente, ad esempio, i sequestri di amfetamine ed ecstasy dall’1% del 2000/2001 hanno raggiunto il 32% nel 2006. L’Arabia Saudita rappresenta il principale mercato di queste sostanze, dove nel 2006 è stato eseguito il più ampio sequestro a livello mondiale di amfetamine.
Gli ATS rappresentano una “merce” allettante per il crimine organizzato, infatti un piccolo investimento iniziale permette di ottenere una gran quantità di pastiglie, dislocando la produzione in qualsiasi luogo. Tuttavia anche il mercato degli ATS è in trasformazione, e la produzione su piccola scala si sta trasferendo ad un mercato transnazionale.
Si diffondono inoltre nuove tipologie di droghe sintetiche, come la “crystal meth” trovata in numerosi paesi del sud-est asiatico che, oltre ai danni sulla salute comuni a tutte le droghe sintetiche, potenzialmente può favorire la diffusione del virus HIV perché viene assunta per via endovenosa.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Internazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: UNODC
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ISS: aggiornamento linee guida per smettere di fumare |
09-09-2008 L’Osservatorio Fumo, Alcol, e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità propone un aggiornamento delle “Linee guida per promuovere la cessazione dell’abitudine al fumo” 2008, che si colloca all’interno di un progetto più ampio legato alla promozione di stili di vita salutari, della prevenzione e della comunicazione pubblica sulla salute.
In particolare, le linee guida si rivolgono ai Medici di Medicina Generale (MMG) e ai Centri Antifumo già operanti sul territorio, per il particolare rapporto di fiducia che li lega al pubblico e per il numero rilevante dei loro contatti. Il MMG può intervenire inizialmente con interventi brevi nell’ambulatorio medico (minimal advice), attuabili nel corso della normale attività clinica. Il counselling breve - meno di 5 minuti di dialogo con il fumatore - permette di ottenere circa il 2-3% di successo che, rapportato alla popolazione, rappresenta un ottimo investimento in termini di costo-efficacia.
In Italia il tabacco è responsabile di 80.000 morti ogni anno, il 48% per patologie oncologiche, il 25% per patologie cardiovascolari e il 17% per patologie respiratorie. Oltre il 34% dei decessi attribuibili al fumo, coinvolge persone di età compresa tra i 35 ed i 69 anni.
La prevenzione del tabagismo e la lotta contro il consumo di tabacco sono obiettivi comuni della politica sanitaria nazionale italiana e della comunità internazionale. L’Unione Europea e l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano un approccio multidisciplinare a tutte le problematiche inerenti al fenomeno e l’implementazione di politiche con un impatto effettivo sulla riduzione dell’uso di tabacco.
Staff Dronet
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CATEGORIA: Nazionali TIPO: Notizia/informazione FONTE: Istituto Superiore Sanità
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